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12月24日 tratto da www.repubblica.itDa alcuni giorni irraggiungibili alcuni siti, si naviga a singhiozzo
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Cervia, si presenta in classe in top nero e cerchietto in testa
Il prof si veste da donna, il video in Rete
Insegnante di italiano filmato dagli studenti. Nell'istituto alberghiero è stata decisa un'ispezione |
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DAL NOSTRO INVIATO —
CERVIA (Ravenna) - Questa mancava, alla scuola italiana: un professore di italiano che si presenta in classe vestito da donna. Perché l'abbia fatto non lo dice: «Ho i miei motivi, adesso lasciatemi stare». La sua aula è stata trasformata in un set: i ragazzi dell'Istituto alberghiero hanno girato i filmini con il cellulare. Ma ora il prof evita la ribalta. È diventato un personaggio via Internet: due filmati sono finiti su Google, sezione video. Cerca di proteggersi dall’esplosione di curiosità, ricorrendo all'amatissima musica che ascolta in cuffia anche per strada. Pare che abbia confidato: «È una manifestazione delle mie mille personalità». Adesso dovrà subire l’attenzione dell’autorità scolastica, anche se molti mesi sono passati senza conseguenze. Perché la performance è avvenuta la primavera scorsa. Potrebbe esserci una sospensione. Una cosa è sicura: senza i telefonini e senza Internet non esplodeva in un caso. I latini dicevano: ludendo docere, insegnare giocando. Forse il professore l'ha presa troppo alla lettera. I ragazzi si sono certamente divertiti: basta ascoltare il sonoro dei loro filmati, con risate, fischi, battute, una carnevalata. Si spera che qualcosa abbiano anche imparato: se non in quelle lezioncine disinvolte, almeno nelle altre, visto che l'insegnante in questione viene descritto come uno molto colto, che sa diverse lingue, il tipo di intellettuale sopra la media al quale va stretto il Paese. Tutti sono concordi: il prof non è né gay né trans. E nella vita quotidiana non circola in tacchi a spillo. È un uomo sui cinquant’anni, originario di Bologna, ha insegnato a Trento, da quattro è a Cervia, vive a Cesenatico. Gli altri insegnanti non esageravano in elogi prima, meno che mai oggi. Anche certi vicini di casa: «Un tipo chiuso, schivo, che va per le spicce». C’è chi lo ha visto peggiorato negli ultimi tempi: più introverso, più scorbutico. Fra gli studenti c’è chi indica il suo lato migliore: «Non farebbe mai del male a una mosca». Allora perché un certo giorno di aprile un professore di italiano decide di presentarsi in classe come se fosse una professoressa? Con tacchi alti, pantaloni aderenti, top nero e cerchietto in testa (ma questo lo portano anche i calciatori). Senza imbarazzi, anzi ostentando sicurezza, mentre i ragazzi si scatenano in un tifo da stadio e l’insegnante (donna di fatto e di abiti) che gli ha dato il cambio sgomma via imbarazzata. La scena non è solo immaginabile: basta guardare Google per riviverla, sono due i filmati: 12 e 23 secondi, con quattro stelle di gradimento. Adesso la scuola sta facendo tutto il percorso, dalla periferia a Roma via Ravenna, attraverso gli ispettori, per sentenziare. Gli ottimisti sperano che si sia trattato soltanto di un caso di bizzarria spinta, di provocazione, insomma di una didattica sui generis. Uno studente ridacchia: «C’è anche di peggio». |
ROMA - L'obesità può essere legata alla flora batterica e può essere anche 'contagiosa', almeno quando ci sono di mezzo i batteri che costituiscono appunto la flora intestinale. E' quanto scoperto da due studi, entrambi pubblicati sulla rivista Nature, i quali dimostrano che a seconda della flora intestinale che alberga nel nostro intestino siamo più o meno inclini all'obesità, e che trasferendo la flora di topolini obesi nell'intestino di topolini magri questi ultimi ingrassano pur non cambiando tipo di alimentazione.
Gli studi sono stati diretti dall'equipe di Jeffrey Gordon della Washington University School of Medicine di St Louis. L'obesità ha raggiunto dimensioni epidemiche nei paesi occidentali e, oltre alle errate abitudini di vita e una dieta eccessiva, alcuni ricercatori sostengono che il sovrappeso possa essere almeno in parte imputabile anche al tipo di flora batterica presente nell'intestino. Indispensabile per digerire certi alimenti che da soli non saremmo in grado di assimilare, la microflora che popola l'intestino è formata principalmente da due tipi di batteri, batteroidi e firmicuti. Solo di recente alcuni gruppi di ricerca Usa avevano dimostrato che la composizione della flora batterica può in qualche modo essere legata al sovrappeso. L'ipotesi ventilata è che i batteri esercitino un'influenza rilevante sulla nostra capacità di assimilare il cibo ingerito portando quindi, a parità di dieta, ad assimilare di più o di meno e quindi influendo sul peso corporeo. Questa ipotesi sembra confermata da questo studio: i ricercatori hanno visto che la proporzione dei batteroidi rispetto ai firmicuti presenti varia in funzione del peso dell'individuo. In particolare, spiega Gordon, i batteroidi sono ridotti in individui obesi e viceversa, maggiore è il peso perso con una dieta ipocalorica maggiore è l'aumento dei batteroidi rispetto ai firmicuti presenti nell'intestino.
E non é tutto: gli esperti hanno dimostrato che 'traslocando' la flora batterica di topolini obesi nell'intestino di topolini magri questi ultimi tendono ad ingrassare anche se la loro dieta resta immutata. Tali risultati, concludono gli esperti, suggeriscono che l'obesità ha anche una concausa nella flora batterica, cosa che potrebbe in futuro condurre a nuove opzioni diagnostiche e terapeutiche contro quello che è uno dei mali del secolo.
I poteri paranormali
I sensitivi riescono a predire gli omicidi, visualizzare i rapimenti, entrare nella mente degli assassini e condurre la polizia sulla scena del crimine... o, (almeno,) nei luoghi sinistri dove giacciono le vittime. Esistono prove certe della capacità dei sensitivi di risolvere eventi criminali, o essi si limitano a sviare le sperimentate procedure forensi con tecniche ritenute sovrannaturali?
E' difficile stabilire in che misura siano truffatori coscienti, e in che misura siano solo degli illusi. Seguiremo un detective sensitivo mentre tenta di localizzare un bambino scomparso e conosceremo chi risolve crimini dormendo. Valuteremo con attenzione le clamorose rivelazioni di investigatori sensitivi e osserveremo ciò che accade quando la scienza incontra il sovrannaturale, in un esaltante faccia a faccia.
29 luglio 1976. New York. Una giovane donna viene brutalmente uccisa con una calibro 44: nasce un serial killer! Nel corso di un anno, "l'assassino della calibro 44", più noto come "il figlio di Sam", toglie la vita a sei persone e ne ferisce numerose altre. La polizia lavora a lungo sul caso, ma senza approdare a nulla.
Disperando di riuscire a mettere le mani sull'assassino, la polizia si rivolge a Dorothy Allison, una sensitiva nota per aver risolto dei crimini e ritrovato persone scomparse. Dorothy sostiene che il "figlio di Sam", alla fine, verrà catturato grazie a un biglietto di un parcheggio… e così sarà!
Il 10 agosto 1977, David Berkowitz viene arrestato e accusato di omicidio. Attualmente, sta scontando una condanna a 365 anni nella prigione di Attica (a New York).Quindi, cosa dobbiamo pensare? Che taluni sensitivi, grazie alle loro doti sovrannaturali, possano far luce sui dei crimini? Storie del genere sono all'ordine del giorno, ormai. I sensitivi che si sono distinti nella lotta contro il crimine sono diventati i beniamini dei media. Ma i detective sensitivi sono, effettivamente, di aiuto alla polizia.. o, disperdono risorse preziose in piste immaginarie, approfittando della disperazione dei familiari delle vittimeI sensitivi che hanno risolto dei casi sono dotati di poteri eccezionali…o, solo di eccezionale fortuna?
Nelle cronache a lieto fine dei detective sensitivi, c'è una storia che ricorre con particolare frequenza: quella di un sensitivo e di un bambino scomparso..
L'episodio avvenne in agosto, sulle rive del lago Empire, a Spencer, nello stato di New York.. Tommy Kennedy, di cinque anni, e la sua famiglia si godevano un picnic, a pochi metri dall’acqua. Uno dei genitori decise di fare una passeggiata lungo il lago.. Poi, in un attimo di disattenzione generale, Tommy si allontanò senza essere notato da nessuno. Quando un amichetto si accorse che Tommy era scomparso.. il bambino, evidentemente, era già lontano...
Iniziarono frenetiche ricerche. Ma dopo diverse ore, quando la luce del giorno sfumava velocemente, per la famiglia di Tommy cominciò un incubo: il loro bambino si era smarrito e, probabilmente, avrebbe dovuto trascorrere la notte da solo nella foresta. Presero una decisione dolorosa: interrompere le ricerche di Tommy e andare in cerca di aiuto.
Ulteriori ricerche durante la notte rimasero senza esito. Quando la moglie di un vigile del fuoco suggerì di chiamare Phil Jordan, la polizia acconsentì...
La mattina seguente le ricerche ripresero di buon'ora. Phil aveva preparato un suo piano d'attacco, abbozzando una mappa approssimativa che indicava vari elementi che avrebbero potuto condurre la squadra di ricerca da Tommy...
Phil teneva in mano una scarpa di Tommy, allo scopo di captare l'energia del bambino... La squadra di ricerca avanzava nel bosco e, all'improvviso, venne avvistata una piccola impronta nel fango. Finalmente, erano sulla pista giusta! Malgrado apparisse un po' stanco, disorientato e sporco, Tommy Kennedy era in discrete condizioni per aver trascorso più di dodici ore nel bosco. Il ritrovamento di Tommy Kennedy ha sicuramente contribuito ad aumentare la notorietà di Phil e rimane uno dei fiori all'occhiello della sua carriera di sensitivo. Ma c'è anche chi è più cauto nel formulare giudizi.
Quindi, la storia di Tommy ha finito per entrare con il tempo in una dimensione fantastica, o il ritrovamento di Tommy Kennedy si deve effettivamente a Phil? Questo caso è citato di continuo da chi crede negli investigatori sensitivi..ma ad un esame più attento potrebbe risultare meno clamoroso di quel che sembra. Più avanti, torneremo ad analizzare le presunte doti miracolose di Phil. Ma, intanto, rivediamo alcuni dei più sensazionali successi e fallimenti nelle cronache dell’investigazione sensitiva… a cominciare dai noti crimini di "Jack lo squartatore". Anche se oggi, grazie ai media, la loro popolarità sembra essere incontenibile, gli investigatori sensitivi non sono affatto un fenomeno nuovo.
Già nel Vecchio Testamento, re Saul consultava veggenti per individuare il bestiame andato smarrito. Anticamente, coloro i quali avevano subìto la perdita di una persona cara, o di qualche bene, erano soliti consultare l'oracolo, sperando nell'aiuto degli dei. Una delle indagini paranormali di maggiore notorietà è, forse, anche il mistero irrisolto più famoso di tutti i tempi: l'identità di 'Jack lo squartatore' Complessivamente, lo squartatore uccise almeno cinque donne nel giro di appena dieci settimane.. togliendo loro la vita brutalmente. Mentre gli omicidi si susseguivano, un sensitivo e spiritualista londinese, Robert James Lees, si presentò a Scotland Yard affermando di avere avuto la terrificante visione di un assassinio. Stando alle annotazioni sul suo diario, non ricevette un'accoglienza troppo calorosa:.. "Offerto servizi alla polizia a seguito dei omicidi nell’East End. Mi hanno dato dello sciocco e demente", scrisse. Ma la notte seguente venne commesso un nuovo delitto con le medesime modalità descritte da Lees. Il quale, poi, ebbe un'altra visione... quella di un omicidio in cui alla vittima venivano mozzate le orecchie. Ma questa volta la polizia si guardò bene dal deriderlo. Lo squartatore, infatti, aveva inviato loro una lettera in cui minacciava di tagliare le orecchie alle sue vittime. Dopo una terza, orribile, visione, Lees condusse la polizia attraverso la città, fino alla porta di un medico molto stimato. Il medico venne successivamente confinato in un manicomio. Anche se Lees non fece mai apertamente il suo nome, alcuni studiosi ritengono che possa essere identificato con Sir William Gull, uno dei molti indiziati del caso. Questa grande storia di indagine paranormale, non trova, in realtà, molti riscontri nei fatti. I diari di Lees parlano solo di ripetuti rifiuti della polizia alle sue offerte di aiuto. Scotland Yard negò sempre qualsiasi ipotesi di coinvolgimento di Lees, e le sue successive ricostruzioni degli eventi sono costellate di incongruenze... Alcuni sostengono che quello fu il primo profilo parapsicologico di un serial killer. E, comunque.. 'Jack lo squartatore' non venne mai identificato. A distanza di oltre cento anni.. ancora non sappiamo chi fosse..
Come dimostra il caso di Jack lo squartatore, i sensitivi sono attratti come api dal nettare dei crimini famosi. Quando venne rapito il figlio del famoso aviatore Charles Lindbergh, nel 1932, alle autorità cominciarono ad arrivare i consueti "suggerimenti" dei maggiori sensitivi, primo fra tutti Edgar Cayce, celebre profeta e veggente dormiente. Nelle sue visioni sul caso Lindbergh, il bambino veniva spostato di città in città, mentre, in realtà, giaceva in un'aiuola sotto le finestre di casa Lindbergh fin dalla notte del rapimento. Un altro caso di ampia risonanza, quello dello "strangolatore di Boston", attirò l'attenzione del sensitivo olandese di fama mondiale, Peter Hurkos. Per oltre un anno, uno stupratore omicida aveva seminato il panico nell’ area di Boston...
Hurkos, infine, indicò il presunto assassino...che però, era nla persona sbagliata! Ma ciò non gli impedì di rivendicare il merito di aver aiutato la polizia a risolvere il caso..
Ciò che stupisce dei detective sensitivi è che, malgrado abbiano torto, si prendono sempre meriti che non spettano loro. Ma nelle cronache delle indagini paranormali, si annoverano anche casi di clamorosi successi. Alcuni dei quali richiedono la capacità di prevedere i crimini prima che avvengano. Jean Dixon ebbe grande credito per aver predetto l’assassinio di John (F) Kennedy.
Più di recente, nel 1981, la sensitiva Noreen Reiner, mentre si trovava nel Centro di Addestramento dell’FBI, dichiarò di aver 'percepito' che il presidente Ronald Reagan sarebbe stato ferito con un colpo d'arma da fuoco all'emitorace sinistro. E l'evento si verificò esattamente tre mesi più tardi. Dichiarò anche di aver avuto una visione di Reagan colpito a morte da stranieri in uniforme, durante una parata... Ma questo evento non ebbe mai luogo. Noreen, però, sostenne di aver soltanto sbagliato presidente.. Fu, infatti, il presidente egiziano Anwar Sadat a venire assassinato, più avanti, in simili circostanze. Non tutti, però, restano impressionati dai presunti successi dei sensitivi...
Ray Hyman è un ex sensitivo e professore emerito di Psicologia all’Università dell'Oregon. Negli anni del college, si manteneva agli studi leggendo la mano ed era totalmente convinto dei suoi poteri paranormali. Alla fine, però, si rese conto di 'leggere' solo le nascoste, ma normali, reazioni delle persone, non le loro menti. Oggi insegna tecniche di "lettura fredda" per acquisire e restituire informazioni a soggetti inconsapevoli.
Hyman ritiene che i cosiddetti "detective sensitivi" ricorrano alla "lettura fredda" per carpire i dettagli di un crimine dalla polizia e dai familiari delle vittime. Grazie a tali tecniche, e ad una lunga serie di affermazioni generiche, i sensitivi riescono ad "intercettare" informazioni all'apparenza esatte.
Se le tecniche di lettura fredda ci lasciano indifferenti, ma riteniamo di avere delle potenzialità come detective sensitivi...dove possiamo rivolgerci?Forse, alla "scuola per sensitivi" di Emma King, a Dunfermline, in Scozia... pubblicizzata come la prima scuola del genere al mondo.
Gli studenti di Emma hanno background diversi: sono professori, uomini di affari, casalinghe.. Ma sono tutti qui per la stessa ragione... imparare a sviluppare il loro sesto senso...
Emma è pronta a mettere al servizio della lotta contro il crimine le sue doti di sensitiva. Lei sostiene che spesso la polizia ricorre a lei con successo..e noi le abbiamo chiesto di fornirci una prova delle sue capacità, sfidandola su un tragico caso di 28 anni fa: la scomparsa di madre e figlio. Quando non è impegnata a creare la prossima generazione di sensitivi, Emma si cala nei panni di detective sensitiva. Questa volta, è concentrata su un caso che ossessiona la Scozia da quasi trenta anni. In un giorno di novembre del 1976, Renee MacRae e suo figlio di tre anni, Andrew, vennero visti in macchina a Sud di Inverness.. Diverse ore più tardi, la macchina venne trovata parcheggiata in un'area di sosta. Madre e figlio erano misteriosamente svaniti, lasciandosi dietro solo la loro BMW in fiamme. Nessun cadavere fu mai rinvenuto.. nè venne mai catturato alcun assassino. Ma ora, con l'aiuto di Emma, ci verrà concessa un’altra possibilità di arrivare alla verità?
Come guida, ci siamo rivolti a qualcuno che conosceva tutti i dettagli della scomparsa di Renee e Andrew MacRae: John Cathcart. Nel 1977, John, con il grado di sergente, condusse minuziose ricerche e diresse le operazioni di scavo nell'area dove i MacRae erano scomparsi. Non trovò alcun cadavere, ma l'odore del terreno durante lo scavo, lo ossessiona ancora oggi... Ora, quasi trenta anni dopo, un ex poliziotto e una detective sensitiva si recano insieme sui luoghi di quel presunto crimine..Ma, prima, Emma vuole visitarli da sola per tentare di captare qualcosa...
Dopo che Emma ha visitato da sola i luoghi dei presunti omicidi, viene raggiunta da John, per esaminarli assieme... Dopo aver ripetuto di non sapere niente del caso, Emma rivela a John ciò che ha captato finora. Vuole anche indicargli un diverso sito dove potrebbero essere stati sepolti i corpi. La cava non suscita in Emma nessuna reazione. In precedenza, aveva preso nota di alcuni elementi che potrebbero condurla ai corpi.. Ha abbozzato una mappa e crede di aver individuato il luogo che cerca lungo la strada.. Le sue percezioni (paranormali) hanno colto nel segno?Gettano nuova luce sulla sparizione dei MacRae?
Malgrado l'intervento di una sensitiva, non siamo più vicini a risolvere il mistero di ciò che accadde, molti anni fa, a Renee e al piccolo Andrew MacRae. Ma quelli di Emma non sono gli unici metodi con i quali i detective sensitivi acquisiscono conoscenze che superano i nostri normali limiti.
È ora di fare la conoscenza di un "detective dormiente" che sostiene di apprendere eventi terribili durante il sonno... e che afferma di aver previsto persino gli attacchi terroristici dell'11 settembre. Ai nostri giorni, i sensitivi, sempre più numerosi nel mondo, si avvalgono delle tecniche più varie. Taluni riescono ad avere delle visioni grazie ai capi di vestiario delle vittime.. altri localizzano i siti dei crimini e i loro responsabili grazie ai pendoli, o alle mappe.. qualcun altro va semplicemente a dormire. C'è chi ha fatto dei sogni una tecnica di investigazione.. e sostiene di aver predetto alcuni tra gli eventi più drammatici della nostra era.
I geographic profiler sono professionisti che si servono degli indizi rinvenuti sulla scena del crimine per individuare i luoghi cruciali legati ai responsabili dei crimini: la loro residenza, il posto di lavoro, i loro percorsi. Per localizzare i colpevoli, ricorrono a sofisticate analisi matematiche, non a vibrazioni sensoriali. Ciaran si presenta ai membri di ciascun gruppo - investigatori sensitivi, profiler e studenti – con diverse mappe, compresa quella della scena del crimine. Da questi indizi, il soggetto cerca di individuare i luoghi frequentati dal criminale. Ciaran stesso non sa quali siano. Ogni gruppo si serve di tecniche differenti. I sensitivi, in genere, usano la rabdomanzia...I geographic profiler sono molto più metodici...
Una volta contrassegnati i luoghi cruciali, è ora calcolare il punteggio. I punti vengono assegnati in base alla distanza dei luoghi effettivamente frequentati dai criminali da quelli indicati dai soggetti in esame..(e viene stilata una classifica). Quale gruppo si è distinto? I geographic profiler hanno avuto la meglio sia sui sensitivi che sugli studenti. Sembra che i professionisti non-sensitivi siano più affidabili del 'caso' nel localizzare i criminali. I risultati dei detective sensitivi e degli studenti rientrano nel numero dei casi indovinati 'alla cieca'. E' evidente che le indagini paranormali non reggono alle prove di laboratorio.. D'altra parte, il "paranormale" è sempre stato incompatibile con la scienza. Ma che cosa accade nel mondo reale? Che dire dei tanto decantati successi di cui abbiamo parlato in precedenza?Potrebbero superare test del genere? Con il trascorrere del tempo e con l’attuale risveglio di interesse per il sovrannaturale, si è portati a supporre che i detective sensitivi abbiano contribuito a risolvere alcuni dei più sconcertanti crimini della storia.
Ma l'interrogativo rimane: Un detective sensitivo ha mai, realmente, risolto un caso? Ed esistono elementi scientifici che lo dimostrino? Cominciamo da Emma.. la nostra detective sensitiva che ha accettato di esaminare il caso di Renee Mac Rae e di suo figlio, scomparsi nel 1976. Possiamo affermare che sia stata di aiuto, o lei si è semplicemente servita di John per acquisire informazioni?
Ma come giudicare, allora, i famosi successi che i sensitivi hanno avuto nel corso degli anni, specialmente di quanti hanno predetto crimini spettacolari, come l'assassinio di John F. Kennedy e l’attentato alla vita di Ronald Reagan?
A proposito dell'assassinio di JFK Jeanne Dixon si limitò a predire che il presidente eletto nel 1960 sarebbe morto mentre era in carica. Le probabilità che indovinasse erano di tre su sette, dati i precedenti storici.. Un rischio contenuto, in fondo! E cosa pensare della sorprendente predizione di Noreen Renier su Reagan?
I più scettici notano che Noreen predisse anche che il presidente Jimmy Carter sarebbe stato ucciso sul prato della Casa Bianca...e che il vice presidente Mondale si sarebbe suicidato. Noreen non è l'unica ad aver quasi sempre mancato il bersaglio...
Eppure, c’è lo stupefacente ritrovamento del piccolo Tommy Kennedy, nel 1975, ad opera del sensitivo Phil Jordan. All'epoca il successo di Phil, ottenuto grazie ad una scarpa di Tommy e ad una mappa disegnata per via medianica, apparve decisamente sorprendente... Ma Joe Nickell ha individuato, negli stessi racconti di Phil, delle contraddizioni con i fatti realmente accaduti tanti anni fa...
Phil sosteneva anche taluni elementi apparivano esattamente come li aveva disegnati sulla sua mappa e che, alla fine, lo avevano condotto al bambino scomparso. Pare, invece, che tali elementi non fossero proprio la copia esatta di quelli rinvenuta sulla scena...
Valutati i pro e i contro, l'interrogativo da porsi è: i sensitivi a chi nuocciono? Anche se non risolvono determinati casi, o non ritrovano le persone scomparse, in tanto in tanto possono offrire un'intuizione, o individuare indizi utili. Ma chi li avversa fa notare che esistono profondi risvolti negativi...
Non occorre essere dei sensitivi per predire una cosa: i sensitivi della polizia non sono figure destinate a scomparire, per il momento, grazie all'immagine positiva che di loro ci offrono i media (ed alla loro diffusa popolarità). ?Ma la polizia dovrebbe prenderli realmente sul serio?
I segreti del Codice Da Vinci
Basilica di San Pietro, sede della Chiesa Cattolica Romana e punto di riferimento per circa un miliardo di fedeli sparsi in ogni angolo del mondo.
L'imponenza delle costruzioni intorno a noi non ci deve far dimenticare che secoli fa Roma era una città pagana, in cui il cristianesimo veniva visto con diffidenza, se non con aperta ostilità.
Ci volle molto tempo perché ciò cambiasse. La svolta avvenne nel 313 dopo Cristo, grazie all'imperatore Costantino il Grande, che autorizzò definitivamente il culto della nuova religione. Apparentemente quindi un benefattore della religione cristiana... ma qualcuno sostiene di no.
Il Codice da Vinci, il bestseller dello scrittore americano Dan Brown, si dilunga molto sull'operato di Costantino, con affermazioni che hanno suscitato un fiume di controversie.
Robert Langdon e Sophie Neveu, protagonisti del Codice Da Vinci, ricevono da Sir Teabing, studioso del Sacro Graal, una sconvolgente rivelazione: Gesù Cristo sarebbe stato un semplice uomo per quanto eccezionale. Sarebbe stata la volontà dell'imperatore romano Costantino il Grande a farne il "figlio di Dio".
Costantino selezionò i quattro vangeli che tramandavano questa versione dei fatti e li incluse nel nuovo Testamento. Gli altri Vangeli, quelli che raccontavano di un Gesù uomo, furono dichiarati apocrifi e fatti sparire.
Ma perché l'imperatore Costantino avrebbe dovuto architettare un simile inganno? Semplice. Per una questione di potere...
"Stabilire la divinità di Cristo fu un passo cruciale per l'ulteriore unificazione tra l'impero romano e il nuovo potere con sede nel Vaticano... Costantino lo trasformò in una divinità che esiste al di fuori del mondo, un'entità il cui potere non si può contraddire. Ora i seguaci di Cristo potevano salvarsi solo attraverso la via che era stata stabilita come sacra: la chiesa Romana cattolica"
Dal Codice da Vinci - capitolo 55
Dan Brown tende spesso a fare confusione con la datazione storica, ma mai come in questo caso.
Questa frase mette insieme termini come Vaticano, Chiesa Cattolica, e Impero Romano dando la sensazione che queste istituzioni siano esistite nello stesso periodo storico. Ovviamente non è così.
Katholicos in greco significa universale. Così la chiesa cristiana delle origini si autodefiniva. Ma non si può ancora parlare di chiesa cattolica romana perché la nuova religione aveva, ai tempi di Costantino, molti centri principali: Oltre Roma, anche Alessandria, Antiochia, Gerusalemme e l'appena fondata città di Costantinopoli.
Ognuna di queste città aveva il suo patriarca alcuni dei quali venivano chiamati "Papa". Dal sesto secolo anche il patriarca di Roma venne chiamato così.
Le sempre maggiori differenze tra il cristianesimo praticato in oriente e quello occidentale portarono allo scisma del 1054. A questo punto il termine Ortodossa venne utilizzata per indicare la chiesa di Costantinopoli e Cattolica per quella di Roma. Infine il Vaticano divenne la residenza ufficiale dei papi di Roma solo a partire dal 1300.
Quindi ai tempi di Costantino il Grande, quasi tre secoli dopo la morte di Cristo, la religione cristiana era ancora ben lontana dall'avere una guida centralizzata. Immaginate quindi quanto doveva essere confusa e variegata la situazione delle comunità cristiane agli inizi dell'evangelizzazione.
Eppure sono anni decisivi perché è in quel periodo che vengono scritti i vangeli. Cerchiamo di capire come potrebbero essere andate le cose.
Ed eccoci a Cinecittà, all'interno dello splendido set cinematografico di Roma, la serie Tv recentemente andata in onda su Rai Due. Ci aiuta a capire come doveva essere la vera Roma nel primo secolo dopo cristo: opulenta e sfarzosa. Il centro del Mondo allora conosciuto. Il centro di un impero alla cui periferia una nuova religione stava muovendo i suoi primi passi: il Cristianesimo.
Inizialmente il cristianesimo si diffuse in Palestina e nelle comunità ebraiche sparse nell'Impero. Ma presto si diffonde anche tra i non-ebrei.
Il primo secolo dopo cristo fu periodo di grande fermento spirituale. La religione tradizionale non contemplava un vero aldilà.
Sempre più i romani si rivolgevano a culti importati dall'oriente come quello di egiziano di Iside o persiano di Mithra che promettevano purificazione e una vita dopo la morte.
Si trattava quasi sempre di culti misterici, riservati cioé ad un numero ristretto di iniziati o di eletti. Il Cristianesimo invece era una dottrina universalistica, che si rivolgeva a tutti gli individui senza distinzioni di razza, sesso o posizione sociale.
Il cristianesimo arriva presto anche a Roma. Ma è ancora un piccolo culto, incompreso e perseguitato. Eppure le fonti pagane, cioé i testi scritti da autori e storici non cristiani, cominciano ad occuparsi di Cristo e dei suoi seguaci.
Uno dei primi riferimenti al cristianesimo risale al 120 dopo Cristo: lo storico Svetonio racconta che l'imperatore Claudio, nel 50 dopo Cristo, fece cacciare da Roma alcuni esponenti della locale comunità ebraica perché "litigavano tra loro riguardo ad un certo Cristo".
Nel 112 dopo Cristo, Plinio il giovane, governatore della Bitinia, scrive all'imperatore Traiano chiedendo come comportarsi riguardo ad una strana usanza della popolazione locale. Alcuni cittadini infatti "si riuniscono prima del tramonto in un giorno prefissato della settimana e cantano inni ad un certo Cristo come se fosse un Dio".
Ma il riferimento più antico al cristianesimo da fonti non-cristiane risale al 93 dopo Cristo. In quella data Giuseppe Flavio, un ebreo romanizzato, scrive una monumentale Storia del popolo ebraico. Un passaggio accenna ad un certo "Gesù detto il messia" che avrebbe "compiuto opere straordinarie e che avrebbe ancora dei seguaci".
Quindi quasi tutto quello che possiamo desumere sulla vicenda storica di Gesù Cristo deriva proprio dai Vangeli del Nuovo Testamento.
Ma cosa sappiamo veramente sui quattro Vangeli canonici: quando sono stati scritti? E soprattutto da chi?
I vangeli di Marco, Matteo Luca e Giovanni, costituiscono, insieme ad alcune lettere di San Paolo, la più antica fonte storica sulla vita di Gesù.
Gesù morì nel 33 dopo Cristo. Il più antico Vangelo, quello di Marco, fu scritto intorno al 65-70 dopo Cristo. I Vangeli di Luca e Matteo furono scritti dieci o quindici anni dopo. Quello di Giovanni, l'ultimo,vide la luce verso la fine del secolo.
Furono tutti scritti direttamente in greco e non in aramaico, la lingua diffusa in all'epoca in Palestina. Non bisogna pensare che i loro autori fossero veramente Marco, Matteo Luca e Giovanni. Non conosciamo la loro identità ma, con ogni probabilità, a scrivere i Vangeli, furono cristiani grecofoni e ben istituiti, che si basarono, circa trent'anni dopo i fatti, sui racconti orali e altre fonti scritte ora perdute.
Fu solo nel secondo secolo, infatti, che per convenzione, si decise di associare quei testi, già in circolazione da decenni, ai nomi dei quattro evangelisti.
Ma naturalmente i quattro Vangeli del Nuovo Testamento non sono gli unici "Vangeli". Infatti un certo numero di Vangeli non fu inserito nel canone testamentario: i cosiddetti Vangeli apocrifi.
Apocrifo (in greco: nascosto) sta ad indicare una serie di testi evangelici esclusi dal Nuovo Testamento, perché considerati non veritieri, di origine incerta o contenenti idee eretiche.
Molti di questi testi, quasi tutti scritti posteriormente ai quattro vangeli del Nuovo Testamento, sono ormai perduti. Un'eccezione è rappresentata dai cosiddetti Vangeli Gnostici, ritrovati in gran numero nel 1945 a Nag Hamadi, in Egitto.
Lo gnosticismo era una dottrina filosofico-religiosa molto diffusa nel II secolo dopo cristo. Essa affermava un netto dualismo tra dio, fonte del bene, e il mondo materiale, irrimediabilmente corrotto. Tramite la Gnosi, (conoscenza in Greco) l’iniziato poteva però elevarsi spiritualmente e salvare la propria anima.
Proprio per questo dualismo Gesù, in quanto Dio, non poteva aver avuto un corpo materiale. Gli gnostici consideravano la crocifissione e resurrezione un avvenimento accaduto ma soltanto in apparenza: una illusione.
I vangeli scritti dagli gnostici, come quello di Tommaso, di Filippo, di Maria, vanno quindi sempre considerati in quest'ottica. Una serie di frasi e detti metaforici attraverso i quali gli iniziati avrebbero dovuto comprendere il senso della gnosi, una sorta di illuminazione spirituale. Quasi come degli odierni racconti Zen.
Anche il Vangelo di Giuda, appena pubblicato, è un testo gnostico. Quindi, come documento, ha un valore enorme per capire come ragionavano gli gnostici del II secolo dopo Cristo. Come fonte di informazioni sulla vera vicenda del Gesù Cristo storico e sui suoi rapporti con l'apostolo Giuda, invece, la sua utilità è praticamente nulla.
Verso il 300 dopo Cristo, secondo alcune stime, i cristiani rappresentano un settimo della popolazione dell'Impero. Una minoranza molto organizzata e determinata spesso vista come una minaccia dai funzionari di un impero ancora organizzato intorno al culto divino dell'imperatore.
L’ultima grande persecuzione fu decisa dall’imperatore Diocleziano. Intere comunità cristiane scompaiono, sterminate o costrette ad abiurare. Fu la persecuzione più violenta ma fu anche l’ultima. Diocleziano abdica nel 305 e l'Impero, ormai sempre più in decadenza, precipita nuovamente nell’caos.
Due contendenti reclamano per sé il titolo di imperatore. Il pagano Massenzio, insediato a Roma e Costantino, sostenuto, tra gli altri, anche dai Cristiani.
Quello che era iniziata come una lotta per il potere era diventato qualcosa di più. Entrambi i rivali erano diventati i campioni di sistemi di valori diversi e ormai non più conciliabili. Lo scontro decisivo tra paganesimo e cristianesimo si consumò qui, sulle sponde del Tevere, nei pressi di ponte Milvio.
L'esercito di Massenzio forte di circa 60mila uomini, tra cui i temutissimi pretoriani, esce da Roma e, passando sopra un ponte di barche appositamente costruito, si schiera a nord del Tevere. La mattina del 28 ottobre 312 comincia lo scontro con i circa 40mila soldati di Costantino
I soldati di Costantino avevano dipinti sugli scudi simboli cristiani. Prima della battaglia Costantino disse, infatti, di aver avuto una visione: una croce nel cielo e una profezia... "In hoc signo Vinces" Con questo segno vincerai.
Ma al cominciare della battaglia, Massenzio non è presente sul campo. Perché?
Anche Massenzio da buon pagano ha richiesto un vaticinio. E il verdetto è lapidario. "Se esci da Roma morirai"
Massenzio allora decide di rimane in città ad attendere l'esito della battaglia. Ma qualcosa va storto. Massenzio viene contestata dalla popolazione. In città si è sparsa la voce della visione di Costantino e in molti si chiedono se l'imperatore non sia rimasto in città per paura. Temendo una sollevazione e ferito nell'orgoglio Massenzio si rivolge ancora una volta all'oracolo.
Ma questa volta il responso è più ambiguo: "Il nemico dei Romani morirà". Chi è veramente il nemico di Roma destinato alla sconfitta? Costantino o Massenzio stesso?
Massenzio decide comunque di uscire da Roma e raggiungere il campo di battaglia. Le sue legioni sono però malamente schierate in una spazio ristretto e non possono sfruttare la propria superiorità numerica. I veterani di Costantino hanno presto la meglio e l'esercito nemico inizia ad arretrare.
Forse sarebbe stato ancora possibile ritirarsi dentro Roma e costringere Costantino ad un lungo ed incerto assedio, ma Massenzio non fu fortunato. Il ponte di barche non resse il peso dei soldati in fuga e si spezzò. Molti legionari annegarono nel Tevere, tra cui lo stesso imperatore pagano.
Quest'arco di Trionfo fu costruito per glorificare il nuovo imperatore. La vittoria di Costantino fu anche la vittoria dei Cristiani, suoi alleati. Nel 1313, Costantino emanò l’editto di Milano che garantì ai cristiani la definitiva liberta di Culto.
Ma l'imperatore era si era veramente convertito al Cristianesimo... Oppure si trattava, come è raccontato nel Codice Da Vinci, di una pura convenienza politica?
Ha ragione il Codice da Vinci a ricordare che Costantino si fece battezzare solo in punto di morte. Ma questo significa che il nuovo imperatore era rimasto fino all'ultimo un pagano?
L'avvicinamento di Costantino al cristianesimo fu probabilmente più graduale di quanto l'episodio della visione di Ponte Milvio tenda a farci credere. Certamente Costantino credeva già nell'esistenza di un solo dio visto che, come molti militari, era devoto al dio Mithra. E il passaggio da un culto monoteista ad un altro dovette sembragli piuttosto breve.
Ma forse più che le opinioni personali quello che conta era il suo progetto politico. Costantino vedeva nel cristianesimo, che altri imperatori avevano cercato inutilmente di sradicare, non una minaccia ma un'opportunità. La possibilità per ridare unità e vigore all'impero, sfruttando l'impeto e il consenso suscitati dalla nuova religione.
Per il Cristianesimo l'Edito di Milano implicava qualcosa di più della liberta religiosa. Di fatto nell'arco di un secolo la nuova religione sarebbe diventata la religione ufficiale dell'impero, soppiantando i culti pagani.
Una volta sconfitto il paganesimo, diventava però fondamentale liberarsi dalle eresie interne. La chiesa delle origini era infatti un complesso variegato di credenze e interpretazioni soprattutto per quanto riguardava la natura del Cristo. I primi secoli del Cristianesimo furono un continuo dibattere su concetti come trinità e sulla doppia natura di Gesù, umana e divina al tempo stesso. E spesso le argomentazioni utilizzate per controbattere un'eresia finivano, dopo breve tempo, per diventare esse stesse eretiche.
I monarchiani contestavano il concetto di trinità e ritenevano che Dio fosse uno solo, capace però di mutarsi, di volta in volta, nelle forme di Padre, Figlio e Spirito.
Gli adozionisti ritenevano che Gesù fosse nato uomo e che fosse stato temporaneamente "adottato" da dio solo dopo il battesimo.
Per i docetisti, Gesù, in quanto dio, non poteva essere allo stesso tempo un uomo. Per cui il suo corpo materiale era una pura apparenza.
Ma l'eresia più insidiosa e longeva fu quella proposta da Ario nel 318 dopo Cristo. Per Ario se il figlio era stato generato dal Padre allora ciò significava che non era eterno come il padre. Questa specie di subordinazione del figlio rispetto al Padre fu subito accusata di eresia perchè metteva in crisi l’unità trinitaria.
All'epoca questi dibattiti appassionavano i fedeli. Forse anche troppo. Così infatti il teologo Gregorio di Nissa descrive quel periodo: "Tutti in città non parlano d'altro. Chiedete del tasso di cambio e vi fanno una lezione sul concetto di creazione. Chiedete quanto costa il pane e vi dicono che il figlio è subordinato al padre. Chiedete informazioni sulle Terme e vi rispondono che il figlio fu creato dal nulla..."
Costantino, che aveva appena vinto una battaglia nel nome del Cristianesimo, si trovò improvvisamente con una chiesa spaccata a metà. I fautori di Ario e i suoi avversari si accusavano reciprocamente di eresia.
Inizialmente l'imperatore cercò di mediare per risolvere quello che vedeva come un semplice problema terminologico.
Poi si decise a convocare un sinodo per risolvere la questione. Si trattò del primo concilio generale della Chiesa Cristiana e si svolse a Nicea nel 325.
Almeno 200 vescovi parteciparono al concilio oltre allo stesso Imperatore
Dopo lunghe discussioni si trovò una formula di compromesso. A vasta maggioranza fu approvato un credo in cui il figlio veniva definito "generato e non creato" dal padre. Le tesi di Ario vennero quindi condannate come eretiche. Il Concilio di Nicea formalizzò quindi il fatto che la divinità del Figlio non era inferiore rispetto a quella del Padre. Non se fosse divino o meno.
L'episodio del concilio di Nicea viene citato anche nel Codice Da Vinci con queste parole: "Lo statuto di Gesù come figlio di Dio è stato ufficialmente proposto e votato dal Concilio di Nicea" Codice da Vinci – capitolo 55
In realtà a Nicea non era tanto in discussione l'origine divina di Gesù quanto la natura di questa divinità. Dire che Costantino e i patriarchi crearono un dio per poter meglio affermare l'autorità imperiale è una esagerazione romanzesca.
A Nicea si discusse di questioni teologiche molto complesse e sofisticate che il senso comune di oggi giudicherebbe forse un po' astruse se non incomprensibili ma che appassionavano i contemporanei.
E forse lo stesso Costantino ci capì poco o nulla. Quello che gli premeva era solo cercare di ristabilire l'unità della chiesa. Per cui si adeguò semplicemente alla volontà della maggioranza sperando che la questione finisse lì... ma così non fu.
L'arianesimo non sparì con il consiglio di Nicea, anzi... Il dibattito sulla subordinazione del padre e del figlio imperversò per almeno tutto il secolo.
E diversi imperatori, successori di Costantino, appoggiarono le tesi di Ario.
Se veramente ci fu un complotto da parte di Costantino per imporre una tesi rispetto ad un'altra, allora fu un completo fallimento.
Inoltre non è assolutamente vero che a Nicea vennero fissati i vangeli da inserire nel nuovo testamento.
Anche in questo caso Costantino non ebbe alcun ruolo. Il processo di selezione del canone testamentario era cominciato già da almeno un secolo.
Il definitivo elenco dei 27 testi che andranno a costituire il nuovo testamento risale al 367 dopo Cristo, ma questo lungo periodo di assestamento si riferisce ai testi minori come le lettere di San Paolo. Il corpo centrale, costituito dai quattro vangeli di Luca, Marco, Matteo e Giovanni si era ormai formato da quasi due secoli. Già nel 180 d.c. il teologo Ireneo parla di questi quattro di vangeli come del fondamento del pensiero cristiano.
Il Nuovo Testamento non si è quindi formato nell'arco di una notte, ma ha richiesto molti secoli prima di stabilizzarsi in un corpo di testi riconosciuto da tutti. Anche concetti teologici come il rapporto tra il padre e il figlio nella trinità si sono evoluti nel tempo.
Ma sicuramente è difficile cogliere la mano di qualcuno che da dietro le quinte abbia potuto manovrare questa evoluzione...
NAPOLI - Circa 300 pastori antichi sono stati rubati la notte scorsa dalla chiesa di san Nicola alla carità, nei pressi della centralissima via Toledo a Napoli. Il valore dei pastori, che facevano parte dell'antico presepe allestito nella chiesa, secondo quanto si è appreso, sarebbe quantificabile intorno al milione di euro. Il furto è stato scoperto questa mattina dal parroco. Sul furto sono in corso indagini da parte dei carabinieri.
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28. Hai presente lo sguardo che hai davanti ad una borsetta nuova in vetrina? Che male c’è se io guardo così la mia Beck’s in frigo?
29. Grazie per aver letto fin qui. E lo so, stanotte mi toccherà dormire sul divano. Ma sai una cosa? In fondo, è come ai bei vecchi tempi del campeggio.
30. Se mi lasci tornare a letto, mi rimangio tutto.
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