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    June 06

    Violenza

    Come possiamo spiegare la violenza che domina e avvelena tutta la società, la famiglia, i singoli? I motivi sono diversi e le spinte verso il ricorso ad essa sono egualmente svariati: motivi di interesse economico, di interesse politico, e così via. Una sola spiegazione appare però certa e fondamentale: lo scarso valore dato alla vita e all'esistenza dell'uomo che affonda le sue radici in quella concezione che vede l'uomo, padrone del mondo, al centro dell'universo, capace di disporre la realtà esterna a proprio piacimento. Questa concezione ha portato gli uomini a chiudersi in se stessi, a ripiegarsi alla vita e alla società; poi hanno cercato di dare alla loro esistenza un significato concreto, pragmatico: agire per ribaltare tutto quanto la società aveva costruito fino allora nell'ambito della morale, del diritto, delle regole di condotta in genere. Il bisogno di uscire fuori dai parametri sociali comuni, di evadere a qualunque costo, ha portato all'uso della droga, alla violenza come mezzo di evasione e di ribellione ai quadri sociali esistenti, alla necessità del facile guadagno, al disprezzo per la vita. Questo clima ha arrecato un affievolimento persino dei vincoli familiari, alla violenza contro tutti e anche contro se stessi. Ecco che nascono dei mostri come i due ragazzini di Novi Ligure, un caso molto discusso e non ancora del tutto risolto. Cosa avrà spinto questi due giovani a compiere questo indicibile atto di violenza? Gli interrogativi sono tanti, le risposte, poche, forse perché si è ancora presi da una sorta di incredulità nei confronti di questo gesto. Un aspetto terribile è che la violenza, col passare del tempo, va aumentando sempre più; ormai, gesti un tempo impensabili, oggi sono all'ordine del giorno e vengono quasi considerati "normali"; si cerca in tutti i modi di discolpare chi invece è da condannare, fornendo così un cattivo esempio per il prossimo.

    La solitudine

    La solitudine è un problema che tocca drammaticamente milioni di persone. Oggettivamente è una condizione trasversale, nel senso che può riguardare tutte le personalità del Well-being. È invece soggettiva la risposta che si dà a essa e quindi anche i danni che può provocare.
    Alcune personalità non sanno rispondervi bene e finiscono per ingigantirne gli aspetti negativi. Infatti

    la solitudine non può essere considerato un fattore penalizzante.Questa frase stupirà molti, ma l'analisi che condurremo vuole proprio mostrare che se l'assenza di solitudine è un fattore facilitante, la solitudine non è una condizione necessariamente negativa. Per analogia, se la ricchezza è facilitante, la non ricchezza (che necessariamente non vuol dire povertà) non è penalizzante, mentre può esserlo la povertà estrema.
    In altri termini, è la gestione della solitudine che può portare a una condizione negativa dell'esistenza e tale gestione è critica in alcune personalità.
     
    La teoria. Classicamente la solitudine è collegata allo stato in cui non si ha compagnia, non si ha vicino nessuno, quindi al concetto di relazione con altri simili. Un aneddoto chiarirà perché tale visione deve essere modernamente superata.
    L'episodio mi è stato riferito da un amico scacchista ed è avvenuto in Veneto nel 1976 durante un torneo piuttosto importante: un maestro internazionale era seduto al tavolo di un caffè e stava analizzando la sua partita con la scacchierina portatile; improvvisamente una scossa di terremoto (quello che devastò il Friuli) seminò il panico nella piazzetta, provocando un fuggi fuggi generale. L'unico che non si spostò fu il nostro maestro che continuò nella sua analisi, vanamente richiamato dai suoi amici. Il suo amore per gli scacchi era tale che nemmeno un terremoto poteva distoglierlo.
    È abbastanza evidente che il nostro scacchista, quando analizza, che sia solo o meno, che ci sia un terremoto o meno, poco importa. D'altro canto molte persone pur avendo la compagnia di altre persone si sentono sole. Dovrebbe essere abbastanza evidente quindi che la relazione con altri simili non basta a lenire completamente il senso di solitudine che l'individuo può provare. D'altra parte, quando le relazioni umane sono molto strette, la solitudine è assente: avere una famiglia, veri amici ecc. è una condizione sufficiente per non essere soli.
    Elaborando i dati sopraesposti, è possibile arrivare a una definizione più moderna di solitudine:

    la solitudine è lo stato di chi non sta vivendo oggetti d'amore.La nuova definizione combacia con quella classica se l'oggetto d'amore è una persona, ma è profondamente diversa perché consente di svincolarsi dalla necessità del rapporto umano.
    È immediato notare che molte persone single che hanno una vita molto intensa, riempita dal lavoro e/o da hobby cui tengono molto non soffrono affatto la solitudine.
     
    La strategia. Sembrerebbe quindi che la strategia antisolitudine sia quella di avere oggetti d'amore che riempiano la nostra vita. Ed è così. Il vero problema all'attuazione della strategia è che spesso per avere molti oggetti d'amore, per essere avidi di vita, occorre avere una grande capacità d'amare.
    Un soggetto che ha un solo oggetto d'amore presumibilmente avrà degli spazi delle sue giornate in cui sarà (si sentirà) solo (in senso classico). Chi ha una personalità equilibrata sarà naturalmente portato verso altri oggetti d'amore che riempiranno la sua vita, chi non ce l'ha, o non l'ha ancora perfezionata, troverà ostacoli in questo processo che gli impediranno di non vivere negativamente la solitudine.
    Gli svogliati – Il loro grande problema è che, avendo una scarsa forza di volontà anevrotica non sono in grado di costruirsi oggetti d'amore perché raramente superano lo scoglio della fatica della conoscenza dell'oggetto; non avendo la forza di investire risorse verso ciò che potrebbero amare, hanno coinvolgimenti superficiali e quindi inutili.
    Gli inibiti e i mistici – La loro solitudine è complicata dai loro dogmi, ma spesso sono in grado di vivere in modo talmente intenso il dogma (per esempio l'eremita) da non avvertirla.
    I sopravviventi – Poiché non riescono ad andare a fondo dei loro oggetti d'amore, questi ultimi sono in grado solo di limitare, ma non rimuovere le sensazioni spiacevoli collegate alla solitudine.
    I romantici – Avvertono in modo particolare l'oppressione della solitudine perché idee classicamente romantiche sono l'amore (o in subordine la vera e profonda amicizia) o la famiglia che sono viste come condizioni necessarie alla felicità. La solitudine diventa il marker esistenziale che mette in luce il fallimento del tentativo di realizzare tali idee. Non a caso spesso il Romantico risolve (male) il problema della solitudine con la strategia dell'ultima spiaggia.
     
    Il contatto umano. Prima di esaminare le strategie sbagliate è importante sottolineare che alla base della mancata soluzione del problema solitudine esiste spesso una difficoltà di contatto umano con quel mondo neutro che è costituito dalla gran parte dei nostri simili. L'importanza del contatto con il mondo neutro è rilevata dal fatto che

    molte persone del nostro mondo dell'amore appartenevano al mondo neutro.Si pensi al nostro partner o ai nostri più cari amici. Quindi:

    una gestione disastrosa del mondo neutro comporta spesso un mondo dell'amore piuttosto vuoto.Prescindendo da casi patologici, persone perfettamente "normali", anche molto vicino all'equilibrio psichico (nel senso del Well-being), non sanno gestire i rapporti umani in modo che possano essere positivi al massimo.
    Alcune personalità guastano i rapporti a causa dei loro difetti intrinseci: i deboli hanno una scarsa forza e, quando si accorgono che il rapporto può essere troppo oneroso da sostenere, spesso lo troncano o lo limitano; i violenti rovinano molti contatti umani perché non sanno tenere a freno i difetti collegati alla loro violenza (per esempio invidia, gelosia, possessività ecc.), i contemplativi e gli statici tendono a essere spesso "pesanti" con contatti che esulano dai loro oggetti d'amore, i vecchi mal si adattano a ogni contatto che richieda una modifica nella loro vita.
    È però più interessante studiare il comportamento di chi, per personalità, non sembrerebbe portato ad avere difficoltà di relazione, mentre all'atto pratico le evidenzia.
    Poiché tali difficoltà aumentano con l'invecchiamento del soggetto (molte persone rimpiangono i tempi dell'adolescenza o della scuola in cui era molto facile avere amici e la solitudine era una parola sconosciuta), si può ritenere che, se non si corre ai ripari, sia naturale evolvere verso la solitudine dell'anziano. Infatti gli anziani sono soli soprattutto perché non riescono più a gestire bene i rapporti umani; studiando il loro tipo di solitudine e adattandolo a tutte le età, si scopre che tratti comuni sono:

    • la valutazione discreta; le persone vengono scisse fra positive e negative, senza toni intermedi e l'universo di quelle positive si restringe sempre più, spesso rimanendo confinato ai soli familiari. L'universo negativo è rifiutato e i contatti con esso decisamente limitati.
    • La gestione passiva. Non esiste nessun tentativo di gestire l'universo positivo che così può interagire con noi solo se è propositivo. In altri termini, si pretende che la montagna venga sempre da Maometto.
    Ribaltando i due punti precedenti, si scopre che la strategia corretta per ottimi rapporti umani si basa su:
    • una valutazione continua delle persone. In ogni persona c'è qualcosa di buono che consente con lei un rapporto positivo: nostro compito è saperlo estrarre.
    • Una gestione attiva. Non limitiamoci a ricevere (subire) proposte (che magari sono parzialmente in conflitto con il nostro sentire), ma prendiamo in mano la situazione e vediamo di proporre (sperabilmente con entusiasmo!) contatti umani che esaltino i reciproci pregi, nascondendo del tutto o in parte i reciproci difetti.
    Una gestione attiva dei rapporti umani è un investimento per il nostro futuro, non sottovalutiamone l'importanza.
     
    Le strategie sbagliate. Sono ovviamente infinite e nascono dal fatto che, anziché ricercare oggetti d'amore, la persona riempie i propri buchi esistenziali in altro modo. Le strategie più frequenti sono quelle che impiegano la strategia della cooperativa e le attività di gestione.
    Nella strategia della cooperativa il soggetto è portato a circondarsi di persone sia assumendone in carico i problemi (una versione di questo atteggiamento è lo sbocco nel volontariato di molte persone sole), sia partecipando come comparsa alle attività del gruppo. È abbastanza evidente che tale strategia possa solo limitare la solitudine perché esistono sempre momenti in cui la persona resta sola con sé stessa.
    La strategia di gestione consiste nell'utilizzare le attività di gestione per riempire la propria vita: la casa, il giardino, l'auto, lo shopping, la burocrazia ecc. Senza amare veramente questi oggetti (che quindi non sono oggetti d'amore), li si usa per riempire il tempo. Si arriva persino a negare la solitudine (solitudine negata), convinti che "non si ha mai tempo".
    April 19

    attenzione all'aspartame...www.rifletto.it

    Stasera, gironzolando un pò su internet mi sono imbattato in un sito, www.rifletto.it, sul quale ho letto una notizia a dir poco "tragica"...Si parla dell'aspartame il famoso dolcificante contenuto in molte cose che consumiamo quotidianamente....vi riporto di seguito l'articolo.....
     
     
     
    Incredibile: ecco il dolcificante del cancro

    L'aspartame mette a rischio 200milioni di persone

    E' stato finalmente riconosciuto che l'aspartame, il più famoso dolcificante al mondo, è cancerogeno. Ora sono più di 200 i milioni di persone a rischio. E noi lo avevamo già detto:a cancerogenicità dell'aspartame. I risultati saranno presentati nei prossimi giorni a New York, ricordano alla Fondazione Ramazzini - e' un dolcificante artificiale consumato nel mondo da oltre 200 milioni di persone.
     
    E' utilizzato in oltre 6000 prodotti, fra i quali bevande light, gomme da masticare, dolciumi, caramelle, yogurt, farmaci, in particolare sciroppi e antibiotici per bambini. Nel 2005, la Fondazione Europea Ramazzini ha pubblicato importanti dati sperimentali che dimostravano, secondo i ricercatori bolognesi, la cancerogenicità dell'aspartame.
    "Venne dimostrato a livello sperimentale per la prima volta - ricorda una nota diffusa oggi - che l'aspartame e' un agente cancerogeno in grado di indurre vari tipi di tumori maligni, anche a dosi tutt'oggi ammesse per l'alimentazione umana".
      
    Fin dal momento della percezione della cancerogencità dell'aspartame, la FER avviò un secondo studio, somministrando aspartame a basse dosi nel cibo ai ratti a partire della vita fetale. La Fondazione Europea Ramazzini presenterà i risultati del secondo studio il 23 aprile a New York.
     



     Noi vogliamo solo ricordare, tuttavia, che Rifletto lo aveva già detto: noi avanzammo qualche ipotesi della pericolosità dell'aspartame quando, circa un anno fa, una donna di Singapore morì per uno strano cocktail a base di zuccheri. Intervistammo il prof. Marino Tognetti, specialista e chimico operante alla Boston University, e avemmo importanti informazioni circa l'aspartame e sul perché fosse (e sia) ancora sul mercato. Il problema è sempre di denaro e di interessi: troppe multinazionali e troppi interessi economici in ballo. E ancora una volta a pagarne le spese siamo noi…
    April 04

    Notizie .......scientifiche

     


    a cura di Johann Rossi Mason

    Le ultime notizie scientifiche tratte dalle riviste “Focus” e “National geographic”

    - Se tu urlassi per 8 anni, 7 mesi e 6 giorni,produrresti abbastanza energia sonora per riscaldare una tazza di caffè.
    (Non mi sembra che ne valga la pena)

    - Se tu producessi costantemente flatulenze per 6 anni e 9 mesi, il gas risultante fornirebbe energia equivalente a quella di una bomba atomica.
    (Questo potrebbe avere più senso)

    - L'orgasmo di un maiale dura 30 minuti.
    (Nella mia prossima vita voglio essere un maiale... ma come hanno fatto a scoprirlo, e PERCHÉ?)

    - Per sbattere la tua testa contro un muro sono necessarie 150 calorie all'ora.
    (Non riesco a lasciar perdere quella cosa dei maiali)

    - Umani e delfini sono le uniche specie che fanno sesso per piacere.
    (È per questo che Flipper sorride sempre?... e i maiali hanno orgasmi di mezz'ora? Non mi sembra giusto)

    - Chi usa la mano destra vive, in media, nove anni più a lungo dei mancini.
    (Se sei ambidestro che ne fai una media?)

    - Una formica può sollevare 50 volte il suo peso, può trascinare 30 volte il suo peso e cade sempre alla sua destra se intossicata.
    (Ma i contribuenti pagano le tasse per sovvenzionare questo tipo di ricerche?)

    - Gli orsi polari sono mancini.
    (E chi lo sa? E come lo hanno capito? E soprattutto chi se ne frega?)

    - Un pesce gatto ha più di 27.000 papille gustative.
    (Ma cosa ci sarà di così saporito sul fondo di uno stagno?)

    - Una pulce può saltare una distanza pari a 350 volte la lunghezza del suo corpo. È come se un uomo potesse saltare da un capo all'altro di un campo di calcio.
    (mezz'ora... ma ti rendi conto?? E perché proprio i maiali?)

    - Uno scarafaggio decapitato sopravvive nove giorni prima di morire.
    (Che schifo)

    - Il maschio della mantide religiosa non può accoppiarsi finché la sua testa è attaccata al corpo. La femmina da' inizio all'accoppiamento decapitando il maschio.
    (Tesoro, sono a casa. Metti la testa sul ceppo che stasera ho voglia...)

    - Alcuni leoni si accoppiano più di 50 volte al giorno.
    (Nella mia prossima vita voglio comunque essere un maiale... qualità, non quantità)

    - Le farfalle sentono i sapori con i piedi.
    (no comment)

    - L'occhio dello struzzo è più grande del suo cervello.
    (Conosco persone così)

    - Le stelle marine non hanno cervello.
    (conosco anche persone così)

    Johann Rossi Mason
    E-mail:
    jobres@ecplanet.com
    Sito personale:
    Comuni-CARE

    February 27

    problemi a letto???

    Un opuscolo della Società Italiana di Andrologia sulla salute maschile
    Problemi a letto per il 30% degli italiani
    Sarebbero 5-6 milioni gli italiani con difficoltà o disturbi della sfera sessuale. Visite gratuite dall'andrologo dal 12 al 19 marzo
    STRUMENTI
     
    MILANO - Calo del desiderio, «debolezza» sotto le lenzuola, eiaculazione precoce e infezioni. Circa il 30% degli uomini italiani, cioè 5-6 milioni, gli uomini avrebbe qualcuno di questi problemi secondo dati diffusi a Milano dalla Sia (Società Italiana di Andrologia)
    Non solo. Circa un 18enne su due è a rischio infertilità per malattie a trasmissione sessuale o mini-anomalie non diagnosticate, queste ultime in netto aumento anche a causa di un ambiente che ci sottopone sempre di più all'azione di radiazioni, ormoni e pesticidi.
    VISITE GRATUITE - Per insegnare ai maschi italiani come prendersi cura al meglio del proprio benessere intimo, gli esperti della Sia hanno lanciato la VII Settimana della prevenzione andrologica. Sette giorni di visite specialistiche gratuite, che da lunedì 12 a lunedì 19 marzo (domenica esclusa) coinvolgeranno in tutta Italia 176 centri e oltre 270 medici. L'iniziativa è stata presentata a Milano dal presidente della Sia, Vincenzo Gentile, e dal coordinatore della Commissione Sia per la Settimana della prevenzione andrologica, Ciro Basile Fasolo. Per l'occasione, gli specialisti lanciano un appello a tutti gli uomini italiani: «Per la festa del papà fatti un regalo, scopri di più sulla tua salute sessuale».
    OPUSCOLO - Con le sei precedenti settimane della prevenzione la Sia ha raggiunto finora 30 mila cittadini. E per questa edizione 2007 la Sia offre ai partecipanti l'opuscolo «La salute è ciò che conta nella vita, e anche sotto la vita», con le informazioni e consigli dall'andrologo per tutta la vita dell'uomo. Cliccando sul sito internet www.andrologiaitaliana.it, inoltre, sarà possibile individuare il centro più vicino a casa e prenotare telefonicamente la visita.